Al piccolo Marco

Sono passati diversi anni da quando è successo… un bimbetto appena nato non ce l’ha fatta. Che strazio quella piccola bara bianca che il papà portava sottobraccio per appoggiarla sull’altare. Che strazio vedere quei  due giovani genitori, più ragazzi che adulti, consumati dal dolore…

Proprio oggi ‘n bimbetto appena nato,
giusto er tempo de fà er primo vaggito,
ar Padre che è nei Cieli è ritornato
e chiunque su la terra è ammutolito.

Quanta pena, nimmanco ce lo sai…
che ‘na bara bianca piccola così
davvero nun l’avevo vista mai.
E quante lacrime…che te devo di’…

Mo, ‘sto Padre nostro che è tanto bono
nun ce poteva mette ‘na pezza a colori?
Dovrebbe forse sta quaggiù, scenne dar trono…
pe’ capì quanto, ma quanto soffrono li cori!

Lo so che da lassù Lui vede e sa tutto…
e pe’ noi resta un mistero, quant’è vero Iddio;
ma li genitori, du’ ragazzi vestiti a lutto,
chi li consola mo che a Marco ‘j’hanno detto addio…

La consolazione, si ce credi, è che è ‘n’Angelo pure lui,
che sta bene e c’ha solo preceduto nell’ardilà;
e che quando pe’ noi arriveranno li momenti bui ,
s’arincontramo e stamo abbraccicati pe’ l’eternità!

Angioletto Piccolo Marco

Pubblicato in Speranza, vita/non vita | Lascia un commento

HO BISOGNO D’INCONTRARTI

Chi è stato a Lourdes mi può capire. Quest’anno è il quinto pellegrinaggio ( la prossima settimana) e sappiamo bene che quando si va via dalla grotta di Massabielle… si pensa già a quando si ritornerà in quel luogo di preghiera dove la presenza della Madonna è sempre nell’aria che ci circonda; e allora tutto l’anno che ci divide dal nuovo appuntamento è un continuo pensare a Maria in attesa di rivederla lì; è il nostro bisogno di incontrarla.

Era d’Autunno. Amo il tempo passato insieme
in momenti silenti e ad ogni sguardo un rinnovo.
Attento alle tue parole ne ho raccolto il seme.
Ma già ho bisogno d’incontrarti, di vederti di nuovo!

Poi il freddo dell’Inverno. Tu a riscaldare il cuore,
tu, con fare materno, a prendermi per mano,
tu a lenire ferite e ridarmi il buonumore,
tu, a me sempre vicino, senza stancarti, piano piano.

E nel pallido sole è passata Primavera d’incanto;
ma non passa il bisogno d’incontrarti, mia fiamma,
e sempre sul viso una piccola lacrima di pianto
a ricordare che non vederti è il mio dramma!

Ancor vicino il ricordo della calura ossessiva dell’Estate.
E nel fissare l’orizzonte, più corta è la distanza
da quel distacco che fa le mie notti sbrindellate,
perché quel viaggio, finché è sogno, è mia lagnanza!

E’ così che un anno è passato! Ma ecco il giorno
che al mio bisogno d’incontrarti da’ ristoro
e a riprender il viaggio, che a te è mio ritorno,
sono pronto con gioia, con preghiere e canti uniti in coro.

Accogli o Madre questi figli tuoi qui convenuti,
con il cuore in mano e devozione incorrotta,
ancora a Lourdes e affinché tu li aiuti
sono tutti qui, tutti ai tuoi piedi, davanti alla grotta!

                                                  Gianni Righi (barelliere)

grotta lourdes rerum11

Pubblicato in senso religioso | Contrassegnato | Lascia un commento

Cipressi

Ritornavo da Firenze e mi sono imbattuto in un filare di cipressi; ho subito pensato di stare nei pressi di un cimitero… macché! Mi sono soffermato un attimo a guardare questi alberi maestosi e snelli, verticalissimi che puntano in alto… ma allora è vero che il cipresso indica l’anima che si avvia verso il regno celeste! Sono rimasto incantato.

Cipressi. Chioma affusolata e sempre verde
che in file ordinate fanno da sentinella
e ci accompagnano e l’animo non si perde
che se guarda in alto ritrova la sua stella.

Cipressi. Fanno ombra a cimiteri agresti e cittadini.
Mi piacciono. Non danno fastidio alle tombe
e nella quiete sono pazienti alle urla dei bambini
e poi a dar l’estremo saluto a chi soccombe.

Da sempre simbolo di lutto e dell’eternità l’accesso
che Apollo commosso dal dolore del suo amato
trasformò nell’albero che poi chiamò cipresso
quel cervo che l’incauto per errore avea ammazzato!

Snelli slanciati ti portano a guardare verso l’alto
che l’anima va al cielo quando i giochi son compiuti
e seppure è alla vita che ogni momento do risalto
mi piacciono i cipressi mi piacciono gli alberi pizzuti!

CIPRESSO

Pubblicato in Pensieri | Lascia un commento

L’Estate è finita.

Anche quest’anno l’estate è finita, ma non ci scoraggiamo ( se non perché il tempo passa troppo in fretta!) e già pensiamo all’estate che ritornerà, già, perché se qualcosa non finisce… non può ricominciare. E la vita? C’è chi pensa che dopo la vita, cioè quando moriamo, non ci sia più nulla: che tristezza! Anche la vita può ricominciare…

Finire. Perché se non finisce non può ricominciare.
Ed ecco l’estate col suo mare che ti chiama,
con il sole che ti bacia la pelle tanto da bruciare;
momenti di svago, riposo, dedicarsi a chi si ama.

L’estate è finita. Scende un velo di tristezza
a lasciare quello che ha fatto bene alla mente e al cuore.
E penso a quel chicco di grano, piccolo nella sua grandezza
e sembra così strano che non darà frutti se non muore!

Finire. Morire. Ma solo così si rinasce a nuova vita.
E allora, come il chicco di grano, accolgo questa morte
per amore di Lui, unica via per la mia risalita,
nel suo grembo, nella vita eterna, nel suo amore forte!

Addio mare. A te, che hai riempito i miei giorni, un saluto
anche se delle onde spumeggianti non ho più il possesso.
La tristezza è andata via pensando al dono avuto;
la gioia c’è da sempre pensando al dono promesso!

chicco di grano

Pubblicato in senso religioso | Contrassegnato | Lascia un commento

L’uomo del deserto

L’uomo del deserto fa pensare subito a uomini misteriosi, affascinanti e incredibilmente ricchi, ai moderni principi del deserto: gli sceicchi, abituati a vedere esaudito ogni desiderio. A me l’uomo del deserto ha fatto pensare ad un uomo solo, un uomo forte di se stesso, lontano da vincoli e legami, che non ha bisogno di nessuno… fino a quando il suo cuore comincia a piangere perchè intorno a se lui può avere tutto tranne quello che veramente conta.

Sono l’uomo del deserto nella vastità del silenzio,
senza strade tracciate, nessuna relazione;
vuoto intorno a me ed io, che sempre sentenzio,
sono come orfano che ora vede ogni sua illusione!

E quella sabbia è ancora deserto, è solitudine
che allontana da ogni contatto di amata umanità
ed io a resistere, come dura e testarda incudine,
a colmare il vuoto con oggetti inutili, boria e vanità!

Assenza, vuoto, solitudine è mentire a me stesso…
ma il cuore non ci sta a magnificare il mio io
e di questo monosillabo innocente riprende il possesso
per offrirlo senza tema alla volontà di Dio!

Recuperare rapporti importanti, gli affetti, l’amore;
tendere la mano nascosta a lungo con grande sconcerto…
e, per quanto pesante convivere con ogni mio errore,
sorrido perchè non esiste più l’uomo del deserto!

Desierto

Pubblicato in noi e gli altri | Contrassegnato | Lascia un commento

Il Natale di Roma

Il Natale di Roma è una festività laica legata alla fondazione della città di Roma festeggiata il 21 aprile. Secondo la leggenda, infatti Romolo avrebbe fondato la città il 21 aprile del 753 A.C. Ed oggi questa ricorrenza si festeggia con rappresentazioni in costume, eventi culturali e manifestazioni ludiche.  A me ha ispirato questi pochi versi.

Pure co’ te ce risemo a ‘st’appuntamento
che, anche si passa er tempo, nun se pò scordà;
e ne so’ passati de anni, più de dumila e settecento,
da quando Romolo ha fondato ‘sta città!

Roma… tutti te conoscono pe’ er Ponentino,
pe’ li vicoli, co’ storie d’amore e ammazzamenti:
dai tempi der Pretorio, co’ le meretrici, a Rugantino,
tra sbruffonate, cortelli e teste tajate ai delinquenti.

E poi ‘n dove te giri, vedi solo spettacoli stupendi:
giardini, chiese e colonne che so’ ‘nvidia der mondo,
er Colosseo, t’affacci ar Cupolone e da lì nun scendi
e rivedi ‘sta città, attraversata dar Tevere biondo…

E te chiamamo perla tra le perle pe’ quanto sei bella,
che da ogni parte so’ venuti monarchi e Papi a fatte riverenza
e nisuno mai che è annato via alla chetichella…
e oggi come sempre, a te, tutti l’onori dell’occorrenza.

natale-di-roma-2018-

Pubblicato in Tra realtà e fantasia | Lascia un commento

A te, madre.

Oggi è un giorno speciale: festeggiamo il traguardo ambito raggiunto da mamma che compie 90 anni! Abbiamo voluto per lei una grande festa con la partecipazione, oltre che dei figli, dei nipoti (tutti), dei pronipoti, di parenti e amici. Lei è la punta piramidale della famiglia e a lei oggi vanno tributati tutti gli onori. Tanti auguri mamma!

Il sole è alto e ancora lontano il tramonto
per te, o madre, che governi il timone
con sapienza arguta e non temi confronto
che ancor oggi guadagni vantaggio… e a ragione!

Esperienza provata negli anni ha fatto di te
crogiolo prezioso a raccoglier e poi mediare,
senza mai dire un no o chiederti il perché,
umori, sentimenti e la fatica di vita familiare!

Ecco! Il cardine di porta che mai ha cigolato,
presenza silente ma solerte e risoluta
e la famiglia tua, di te, non ha mai dubitato
e oggi ancor tu a raccontar la tua vita vissuta!

Grazie madre, per i tuoi tanti solleciti sorrisi
anche nel viver di un tempo gramo!
Oggi il tempo ci ha unito a conosciuti visi…
e siamo tutti qui per dirti, tutti in coro, che ti amiamo.

Auguri mamma

Pubblicato in Sentimenti | Lascia un commento

8 marzo, per la donna.

Oggi, come ogni anno, ricorre la giornata internazionale della donna (quella che comunemente chiamiamo festa della donna) per ricordare le conquiste politiche, sociali ed economiche delle donne e le violenze e i maltrattamenti cui esse sono fatte oggetto in molte parti del mondo. Nel mio piccolo, dedico a tutte le donne questi pochi versi.

Un giorno a dir di te… è  poco,
che nel passato come ancor oggi è vivo
ogni torto subìto che brucia più del fuoco
come il senso di cui ogni violenza è privo.

Ogni conquista gronda del sudore
di te che hai combattuto le rivendicazioni
che hanno portato, con molto clamore,
a far di ostacoli solo marionette ciondoloni!

Ogni lotta ha visto sangue versato senza tema
per esser donna, madre, di pari diritti e dignità,
libera dal giogo, dalle vessazioni del sistema
e tale esser ricordata nella storia dell’umanità.

Tua è la femminilità che non è solo seduzione;
e per il tuo valere e l’animo che rispecchia il viso,
il mondo riconosce nel mondo la tua posizione…
e al mondo puoi, ormai, donare il tuo bel sorriso.

MIMOSA-2017-A

Pubblicato in noi e gli altri | Lascia un commento

Dico il mio grazie.

Una persona che malata di un brutto male. Sofferenze continue che rendono dura ogni giornata… ma una grande fede che ti fa reagire e soprattutto una grande amicizia con una persona che ti sta vicino anche quando non è con te, che condivide ogni tuo attimo di sofferenza aiutandoti a fortificare la tua fede e la tua speranza; a questa persona va il suo “grazie”!

Anche oggi ho aperto gli occhi a guardare il sole
dopo una notte buia che ha straziato il corpo,
che mi ha sfinito e non trovo più parole
per dire grazie a te, che ci sei, e a Gesù risorto!

Grazie a te che condividi questo mio dolore,
e il mio patire diventa un giogo assai leggero;
ma Ti prego, quando non ho più forze, o mio Signore,
volgi lo sguardo a me e non esser con me austero!

Ed ora posso riposar queste stanche membra
che tregua ho avuto con favore delle tue orazioni;
stilettate ancor non sento e vero non mi sembra
perché questo corpo mio spesso cade ciondoloni!

Grazie a te, dono che Lui mi ha messo accanto
a sfogare solitudine, dolore e sfinimento
e della Sua parola e di te mi faccio vanto,
che solitudine con voi non mi fa più spavento!

E così l’animo mio, anche se stanco, è pur sereno
e quando nuovo dolore il mio corpo assonna,
esprimo un desiderio dal cuore, l’ultimo terreno:
riposare, finalmente, sulle ginocchia della mia Madonna!

Maria pietà

Pubblicato in noi e gli altri | Contrassegnato | Lascia un commento

La Croce

La croce è comunemente intesa come qualcosa di negativo, un peso per quanti non riescono a sopportarla eppure è proprio attraverso la croce che Gesù ha amato tutti, la croce è diventata un segno di vittoria, da strumento di tortura è diventata un trono dal quale Gesù ha manifestato la sua potenza vincendo la morte che ha trasformato nella vita eterna.

E la campana richiama la coscienza
di un amore fioco, sbiadito, umano;
ma se lo provi non puoi, comunque, viver senza,
lo cerchi nel cuore, non puoi stargli lontano.

E’ l’ora dei vespri. Avvicinare la croce,
posare lo sguardo sullo strumento di dolore,
macchina infame dell’agonia più atroce:
perchè non sei sceso da lì, o mio Signore…”

Passaggio obbligato dell’amore per cui è morto,
quel legno pesantissimo è diventato trono
del Re dei re, di Gesù Risorto…
e le piaghe e i chiodi strumenti di perdono.

Ed oggi siamo noi a metterti la croce sulle spalle piagate,
noi continuiamo a conficcare chiodi su di te esanime
con il nostro egoismo, con le nostre scelte sbagliate
e giudizi superficiali e cattivi in un coro unanime!

E’ l’ora dei vespri. Passi lenti e la croce si avvicina.
In ginocchio, le mani giunte in preghiera. Lui è lì.
Ci aspetta, sa che apriremo il cuore…lectio divina…
Commozione pervade, scende una lacrima; dico il mio SI!

croce

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento